Sonntag, 30. September 2012

Risposta a Silvia

Ecco un'altra mia risposta nella discussione sull'euro e il ruolo della Germania, risposta data a Silvia, però non ammessa. In breve, da buon tedesco quadrato, io non credo la tesi dell'Europa »messa in crisi dall'esportazione tedesca« sia corretta. Sinceramente, penso che gli italiani scontenti dell'euro e di possibili problemi in Italia se ne prendano ai loro politici, come noi ai nostri. Nonostante la propaganda continua l'Unione Europea e i suoi istituzioni spiacciono profondamente a un numero crescente di persone in tutti i paesi. Devono farsi capire i popoli, se no continua un'integrazione che non vuole nessuno.

Cara Silvia,

grazie della tua risposta sincera e dei complimenti; io certo non »baro« e non ho nessuna affiliazione familiale italiana.

Devo dire che sono sorpreso che si sia potuto sviluppare un sentimento diciamo antiteutonico in Italia. Io non seguo gli sviluppi politici o economici italiani, tanto poco che non so nemmeno se, per esempio, Berlusconi era tanto male (come dicono molti) o meno. Sono ignorante della politica italiana.

Dici che i nostri politici sono stati molto attenti a creare una moneta a esclusivo vantaggio della Germania.

Riteniamo prima che l'Euro è indubbiamente stato un progetto francese, non tedesco. C'è chi dice (Hubert Védrine, Otto Pöhl) che la moneta unitaria è stata una concessione a Mitterand perchè altrimenti la Francia - da potere »vincitore« - avrebbe vietato la riunificazione tedesca. L'obiettivo della Francia è stato di liberarsi dalla Bundesbank. Alla Francia non piace la maggiore competitività tedesca. Per questo inventano regole per contenere i tedeschi. L'Euro doveva essere una tale regola.

La Bundesbank certo non voleva l'Euro, il popolo non voleva l'Euro, e gli esperti tedeschi han detto che l'Euro non avrebbe potuto funzionare. Sembra sia stata una decisione »presidenziale« di Helmut Kohl per poter fare la riunificazione. Se era necessario fare quella concessione Kohl ha fatto giusto perchè era importante non mancare l'occasione storica della riunificazione.

Poi è anche vero che Theo Waigel e Horst Köhler hanno potuto negoziare criteri di stabilità che dovrebbero fare sì che l'Euro diventasse stabile come il Marco. (Un modello che adesso è stato distrutto senza che il nostro governo incompetente faccia niente.)

Da noi il sentimento popolare è che la Germania ha sacrificato il Marco per l'Europa. E che adesso con l'Euro siamo arrivati in una grande m… Col Marco non sarebbe mai successo.

Poi una domanda semplice … L'Italia è libera di uscire dall'Euro, quindi perchè non esce? Se il popolo italiano lo richiede con bastante forza che potrà fare il governo? La guardia nazionale?

Chi ha costretto l'Italia ad aderire all'Euro? È stata una decisione italiana, almeno delle classi dirigenti italiane. Sembra che nessuno non sia stato costretto ad aderire all'unione monetaria.

Certo anche voi, inventori del sistema bancario, avevate esperti che dicevano che l'Euro non avrebbe potuto funzionare.

»L'avidità« mi sembra sia una caratteristica ambivalente del sistema capitalista in generale, ma pare che gli altri sistemi hanno avuto meno successo. Io sono fermamente convinto che il sistema capitalista che si è formato in Germania (modello renano) dopo la guerra è un sistema più giusto che applica correttivi all'avidità capitalista. (Si faccia il paragone col sistema brittanico, con disuguaglianze molto maggiori.) Da venti anni ormai, purtroppo, si sta smantellando il sistema renano. È dovuto alla globalizzazione, che non è un'iniziativa tedesca, ma ci è stata imposta. Ma da chi? E poi andiamo nelle teorie complottiste, che magari sono anche vere.

Comunque, sembra che la classe dirigente italiana (come quella tedesca) sia fermamente decisa di restare nell'Euro. Non vi dicono »più Europa« come a noi ci dicono »mehr Europa« con un'ostinazione imperturbabile?

L'intervento di Monti all'Onu: "Più Europa è interesse di tutti"
http://goo.gl/UcOFO

Ci si può chiedere anche perchè l'Italia non ha approffittato degli interessi più bassi disponibili grazie all'Euro per ridurre il debito dello Stato, che è un'ingiustizia sistematica perchè ne risulta una ridistribuzione permanente da chi paga le tasse agli investitori finanziari, cioè ai ricchi del proprio paese ma anche quelli stranieri. Anche il nostro debito è troppo alto di molto, così che gli interessi sono al secondo posto nel nostro budget.

Risposta al lettore »Quarantotto« rispetto all' »imperialismo mercantilistico« tedesco

Primo post su questo blog! E addirittura in italiano allora che sono tedesco, quindi spero mi perdoniate teutonismi ed altri errori …

E di cosa si tratta?

Oggi ho partecipato in una discussione sull'euro (€) nel blog »Goofynomics«. Molti o tutti ci si accordono che l'euro è una cosa brutta per le nazioni europee, e con questo sono d'accordo anch'io. Ho qualche dubbio, però, rispetto alla tesi professata da »Goofynomics« che nei problemi della zona dell'euro si assista all'effetto di un »imperialismo mercantilistico« della Germania, che avrebbe fatto riforme sociali dure (Hartz IV) per aumentare la competività dell'industria tedesca nella zone dell'euro, una competitività di esportazione che avrebbe causato problemi finanziari ed economici nei paesi periferici (Grecia, Spagna, Portogallo, forse l'Irlanda), ma anche simili problemi in Italia.

Ero sorpreso di leggere che »Merkel avrebbe vinto« mentre in Germania sale il malumore rispetto al governo Merkel che è stata incapace di rispetta l'interesse tedesco e invece ha fatto concessioni imperdonabili che rivengono a salvare coi soldi dei tedeschi, non la Grecia o la Spagna, ma i titoli di Stato senza valore di quelli paesi, titoli che si trovano nei portafogli di banca dei ricchi del mondo, sia in Germania, in Francia, in Inghilterra, in Cina o negli Stati Uniti.

Ho risposto a questo commento del lettore »Quarantotto«, però, esportando tre commenti alla volta (il mio commento era troppo verboso e non andava tutto intero nel blog) ho violato le regole del blog, che non ammette commenti »a puntate«. (Non sapevo - mi spiace! Non conoscevo neanche l'espressione »a puntate«, figurati!) In oltre mi sembra i miei commenti non siano piaciuti al professor Alberto Bagnai, l'autore del blog »Goofynomics« … ma forse mi sbaglio.

Comunque, dato che i commenti più lunghi li salvo sempre localmente prima di postare, eccoli quì:

http://goofynomics.blogspot.de/2012/09/un-preavviso-e-una-richiesta.html

Ciao Quarantotto, cercerò di risponsdere ai punti che hai sollevato.

Quello che dà preoccupazione a molti risparmiatori tedeschi è il volume dei »Rettungsschirme«, cioè i soldi EFSF/ESM (cosiddetta »stabilizzazione«), che si teme finiremo per pagare noi, non potendo o volendo pagare gli altri paesi. E poi naturalmente la politica della ECB di stampare soldi, costa che costi. Il sentimento è che quei soldi finiranno per fare bolle speculative che fanno aumentare i prezzi e così diminuire il valore della moneta.

EUSSR: I politici parlano degli »Stati Uniti d'Europa« (pensando che tutti amano il Gran Fratello oltre l'Atlantico), ma il sentimento popolare è che si tratti di un'organizzazione centralista, burocratica, socialista, più al modello dello Stato francese di quello tedesco. Ci sono Stati che finanziano quell'enorme mostro burocratico, e ci sone altri che ne ricevono soldi. Ecco una ridistribuzione socialista.

Ci sono anche gli effetti redistributivi verso l'alto, che però in Germania non si attribuiscono all'UE ma invece alla globalizzazione / americanizzazione dell'economia, cioè tendenze di togliere cosiddetti »ostacoli al commercio« dappertutto per mettere tutti i popoli in concorrenza economica più dura. È vero che l'Euro si inserisce in questo quadro. Gli effetti di una concorrenza più dura sul mercato del lavoro ci sarebbero anche senza l'Euro e sono dovuti per la maggior parte alla globalizzazione.

Ciao 48, parte II:

Le riforme del sistema sociale e del mercato del lavoro in Germania sono state fatte per mantenere i posti del lavoro in Germania. L'industria ha esatto che il costo del lavoro diminuisca, altrimenti i posti di lavoro si sposterebbero all'estero, nell'Europa orientale o in Cina.

Si reteneva anche che c'era troppo abuso del sistema sociale, che c'era gente che viveva sui costi altrui. Si voleva creare incentivi di prendere un lavoro, anche se pagato male, invece di lasciare la gente richiedere che venga proposto il lavoro adeguato per la loro qualificazione.

C'è anche un aspetto che (se ho ben capito) viene criticato molto in questo blog, e cioè la sovvenzione dei salari di quelli che non guadagnano quasi niente, cioè di lavori che non richiedono quasi nessuna qualificazione. Non so in quanto equivale a una sovvenzione dell'esportazione; non credo sia molto importante per essa.

Però la tematica del sistema sociale mi pare molto complicato e non mi ci sono mai veramente interessato, mi spiace, quindi con certezza io non ne so niente.

Mi pare che altri paesi (Olanda, Dinamarca, Finlanda) hanno fatto riforme simili per motivare la gente a prendere un lavoro.

Penso che ci sone paesi che hanno fatto quelle riforme e ci sone altri paesi che non le hanno fatte. Nei paesi nordici forse c'era maggiore bisogno di farle.

La tematica è molto controversa in Germania, soprattutto sull'aspetto dell'ingiustizia, ma anche dell'efficacia, e dei costi.

Ho visto ieri che in Germania ci sono analizzatori di sinistra che la vedono come mi pare la veda il professore, cioè che ci sia un connesso fra quelle riforme fatte sul dosso dei poveracci in Germania da una parte e »l'esportazione aggressiva« dei capitalisti tedeschi dall'altra. Risorge la questione socialismo/capitalismo intorno a questo dibattito. Bisogna dire però che quelli di sinistra non mancano nessun'occasione di spingere avanti teorie e spiegazioni dove inevitabilmente alla Germania spetta la parte brutta e male finche non si sciolga in un socialismo internazionalista. E l'obiettivo maggiore della sinistra e di far cadere le riforme, quindi occorre legarle al male del mondo.

Sull'esistenza e sulla pertinenza di quel legame io ho qualche dubbio. I lavori tipo Hartz sono maggiormente nei servizi domestici, per esempio attività comunali privatizzati. L'industria di esportazione tipicamente richiede lavoratori qualificati, e non sa che fare con quelli che non riescono a qualificarsi. Essi sarebbero o disoccupati o su un lavoro di bassa qualificazione. L'industria esportativa ha richiesto invece che si permetta che venga gente qualifacata dall'estero. Dicono sempre che manca gente qualificata. È una situazione sempre più difficile per chi non riesce a qualificarsi.

Lo Stato ha voluto tagliare costi con le reforme, invece sembra che quell'oggettivo non è stato raggiunto, anzi, sembra la riforma è stata molto più cara che prevvista perchè molte persone sono andate in corte per avere più soldi, e hanno vinto, e c'erano più persone che potevano chiedere i soldi Hartz, e quindi lo Stato ha dovuto pagare.

Ciao 48, parte III:

»Imperialismo mercantilistico«: Non appare così dall'interno della Germania. La mon€ta unica ha reso la nostra roba meno cara per i paesi periferici, e ha reso la roba periferica più cara per i paesi centrali. Ne hanno approfitato l'industria centrale e i consommatori periferici. Nessuno ha costretto la periferia a consumare tanto. Nessuno l'ha costretta a aumentarsi i salari. Nessuno ha costretto i cittadini periferici a comprarsi la propria casa. Se pensate che in Germania tutti hanno la propria casa vi sbagliate parecchio.

Il capitale centrale che è andato in periferia (PIGS/GIPS) certo ci ha causato un boom, no? Pare sia stato messo nel consumo, però, e che ha fatto salire i salari senza aver sviluppato una corrispondente attività economica domestica, quindi fuoco di paglia.

Quando dopo la guerra gli americani ci han dato i crediti Marshall li abbiamo investiti nella base produttrice prima del consumo. E voi in Italia avete fatto la stessa cosa, credo. Produzione domestica, consumo domestico. Da dove i miracoli economici nei nostri paesi.

Questa volta nella periferia, purtroppo, non è andata così. Sono stati boom di consumo, insostenibili. »Boom à crédit« per gli amatori di Céline.