Ecco un'altra mia risposta nella discussione sull'euro e il ruolo della Germania, risposta data a Silvia, però non ammessa. In breve, da buon tedesco quadrato, io non credo la tesi dell'Europa »messa in crisi dall'esportazione tedesca« sia corretta. Sinceramente, penso che gli italiani scontenti dell'euro e di possibili problemi in Italia se ne prendano ai loro politici, come noi ai nostri. Nonostante la propaganda continua l'Unione Europea e i suoi istituzioni spiacciono profondamente a un numero crescente di persone in tutti i paesi. Devono farsi capire i popoli, se no continua un'integrazione che non vuole nessuno.
Cara Silvia,
grazie della tua risposta sincera e dei complimenti; io certo non »baro« e non ho nessuna affiliazione familiale italiana.
Devo dire che sono sorpreso che si sia potuto sviluppare un sentimento diciamo antiteutonico in Italia. Io non seguo gli sviluppi politici o economici italiani, tanto poco che non so nemmeno se, per esempio, Berlusconi era tanto male (come dicono molti) o meno. Sono ignorante della politica italiana.
Dici che i nostri politici sono stati molto attenti a creare una moneta a esclusivo vantaggio della Germania.
Riteniamo prima che l'Euro è indubbiamente stato un progetto francese, non tedesco. C'è chi dice (Hubert Védrine, Otto Pöhl) che la moneta unitaria è stata una concessione a Mitterand perchè altrimenti la Francia - da potere »vincitore« - avrebbe vietato la riunificazione tedesca. L'obiettivo della Francia è stato di liberarsi dalla Bundesbank. Alla Francia non piace la maggiore competitività tedesca. Per questo inventano regole per contenere i tedeschi. L'Euro doveva essere una tale regola.
La Bundesbank certo non voleva l'Euro, il popolo non voleva l'Euro, e gli esperti tedeschi han detto che l'Euro non avrebbe potuto funzionare. Sembra sia stata una decisione »presidenziale« di Helmut Kohl per poter fare la riunificazione. Se era necessario fare quella concessione Kohl ha fatto giusto perchè era importante non mancare l'occasione storica della riunificazione.
Poi è anche vero che Theo Waigel e Horst Köhler hanno potuto negoziare criteri di stabilità che dovrebbero fare sì che l'Euro diventasse stabile come il Marco. (Un modello che adesso è stato distrutto senza che il nostro governo incompetente faccia niente.)
Da noi il sentimento popolare è che la Germania ha sacrificato il Marco per l'Europa. E che adesso con l'Euro siamo arrivati in una grande m… Col Marco non sarebbe mai successo.
Poi una domanda semplice … L'Italia è libera di uscire dall'Euro, quindi perchè non esce? Se il popolo italiano lo richiede con bastante forza che potrà fare il governo? La guardia nazionale?
Chi ha costretto l'Italia ad aderire all'Euro? È stata una decisione italiana, almeno delle classi dirigenti italiane. Sembra che nessuno non sia stato costretto ad aderire all'unione monetaria.
Certo anche voi, inventori del sistema bancario, avevate esperti che dicevano che l'Euro non avrebbe potuto funzionare.
»L'avidità« mi sembra sia una caratteristica ambivalente del sistema capitalista in generale, ma pare che gli altri sistemi hanno avuto meno successo. Io sono fermamente convinto che il sistema capitalista che si è formato in Germania (modello renano) dopo la guerra è un sistema più giusto che applica correttivi all'avidità capitalista. (Si faccia il paragone col sistema brittanico, con disuguaglianze molto maggiori.) Da venti anni ormai, purtroppo, si sta smantellando il sistema renano. È dovuto alla globalizzazione, che non è un'iniziativa tedesca, ma ci è stata imposta. Ma da chi? E poi andiamo nelle teorie complottiste, che magari sono anche vere.
Comunque, sembra che la classe dirigente italiana (come quella tedesca) sia fermamente decisa di restare nell'Euro. Non vi dicono »più Europa« come a noi ci dicono »mehr Europa« con un'ostinazione imperturbabile?
L'intervento di Monti all'Onu: "Più Europa è interesse di tutti"
http://goo.gl/UcOFO
Ci si può chiedere anche perchè l'Italia non ha approffittato degli interessi più bassi disponibili grazie all'Euro per ridurre il debito dello Stato, che è un'ingiustizia sistematica perchè ne risulta una ridistribuzione permanente da chi paga le tasse agli investitori finanziari, cioè ai ricchi del proprio paese ma anche quelli stranieri. Anche il nostro debito è troppo alto di molto, così che gli interessi sono al secondo posto nel nostro budget.
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